Etica SGR
L’importanza del tema “sociale” negli investimenti responsabili – Arianna Magni di Etica Sgr su La7
Non solo l’attenzione all’ambiente. Le strategie aziendali legate alla sostenibilità non possono più ignorare gli aspetti legati alla S dell’acronimo ESG, cioè quelli relativi alle ricadute sociali. Non solo perché cresce l’attenzione degli investitori verso queste tematiche, ma anche perché l’interesse per la sostenibilità consente di minimizzare i rischi di errori o scandali dannosi per l’immagine aziendale. L’ambito sociale è complesso: coinvolge temi articolati quali i diritti dei lavoratori, i rapporti tra imprese e fornitori, la salute, la sicurezza sul lavoro, i diritti umani, le politiche di inclusione e la libertà di espressione. Senza dimenticare la promozione delle pari opportunità e la trasparenza fiscale. La finanza etica nasce con l’obiettivo di mettere al centro dell’attività economica e finanziaria la persona e il Pianeta in cui vive. Di più: intende riformulare i fini e i mezzi della finanza per creare valore economico senza che vada a scapito del bene comune.
Il rapporto 2022 del World Economic Forum evidenzia che i maggiori rischi, dopo il Covid, sono oggi di tipo sociale. Le aziende che trascurano questa minaccia rischiano di andare incontro a situazioni spiacevoli, con ricadute dirette sull’andamento della propria attività, come racconta Arianna Magni, Hed of Instituscional and Internascional Busnes Development di Etica Sgr. Usciamo da una lunga stagione di crescita che tanti hanno immaginato illimitata non solo dal punto di vista finanziario, ma anche delle risorse naturali. Ora si sta tornando a considerare insieme crescita economica e giustizia sociale.
Noi, fin dalla nostra fondazione, abbiamo scelto di concentrare gli investimenti nelle aziende più attente all’ambiente e agli aspetti sociali, nonché dotate di buone regole di governans.
Diversi studi accademici hanno dimostrato che le imprese più sensibili a queste tematiche sono meno volatili della media, a fronte di una crescita sostenibile nel tempo. Sul tema della sostenibilità non è facile distinguere tra marketing e contenuti reali, così come orientarsi fra i differenti criteri di valutazione utilizzati dagli addetti ai lavori. Un esempio è dato dai giganti di internet e della tecnologia, che, per alcuni gestori sono sostenibili mentre da altri sono considerati negativamente.
I cosiddetti FAANG, cioè Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google, al momento non rientrano nel nostro universo investibile perché noi prendiamo in considerazione una pluralità di criteri, quali per esempio il rispetto della praivacy degli utenti, le politiche in materia di diritti dei lavoratori lungo la catena di fornitura e l’abuso di posizione dominante. Operiamo una doppia analisi: prima applichiamo i criteri di esclusione, che portano a scartare gli emittenti coinvolti in attività controverse, quindi diamo dei punteggi sull’approccio di ogni azienda alla sostenibilità per individuare le realtà più virtuose.
Gli investitori possono orientare in direzione virtuosa le strategie delle aziende, non solo attraverso le proprie scelte di portafoglio, ma anche per mezzo degli incontri con i top manager per sensibilizzarli ad adottare strategie specifiche di riduzione dei rischi e rispetto delle persone e dell’ambiente circostanti. Un ruolo da investitori attivi che costituisce la frontiera emergente nel campo della finanza. Puntiamo su un confronto continuo con i manager delle aziende in cui investono i fondi, con l’obiettivo di stimolare verso comportamenti sempre più responsabili e trasparenti. Lo facciamo perché siamo convinti che l’affermazione di un modello di sviluppo più sostenibile di quello che ha dominato gli ultimi decenni sia possibile, a patto di un impegno condiviso tra cittadini, istituzioni, imprese e investitori. Riteniamo fondamentale partecipare alle assemblee societarie ed esprimere il nostro parere sulle questioni più delicate legate ai diversi ambiti della sostenibilità.
